Voucher Cloud & Cybersecurity MIMIT: soggetti beneficiari, spese ammissibili e preparazione della domanda
- Quadro generale della misura
Il Voucher Cloud & Cybersecurity è una misura del Ministero delle Imprese e del Made in Italy finalizzata a sostenere l’adozione di servizi di cloud computing e di soluzioni per la sicurezza informatica da parte delle imprese e dei lavoratori autonomi.
La disciplina della misura è contenuta principalmente:
- nel decreto ministeriale 18 luglio 2025, che individua i beneficiari, i requisiti di accesso, le spese ammissibili e l’intensità dell’agevolazione;
- nel decreto direttoriale 21 novembre 2025, relativo alla formazione dell’elenco dei fornitori e alla classificazione dei prodotti e servizi agevolabili;
- nel decreto direttoriale 22 aprile 2026, che ha prorogato il termine per l’accreditamento dei fornitori;
- nel decreto direttoriale 29 luglio 2026, con il quale è stato approvato l’elenco dei soggetti abilitati alla fornitura dei prodotti e servizi agevolabili.
La misura prevede un contributo a fondo perduto destinato alla realizzazione di progetti di digitalizzazione e rafforzamento della sicurezza informatica.
Alla data di pubblicazione dell’elenco dei fornitori, restano da definire, mediante apposito provvedimento operativo, i termini di apertura dello sportello, le modalità di compilazione della domanda e la documentazione definitiva da allegare.
- Soggetti beneficiari
Possono accedere all’agevolazione:
- le micro, piccole e medie imprese;
- i lavoratori autonomi titolari di partita IVA;
- i professionisti iscritti a ordini, collegi o albi professionali, ove l’iscrizione sia richiesta per l’esercizio dell’attività;
- i lavoratori autonomi non iscritti al Registro delle imprese.
I soggetti beneficiari devono operare sul territorio italiano ed essere in possesso, alla data di presentazione della domanda, di un contratto di connettività con velocità minima in download pari a 30 Mbps.
- Imprese
Le imprese devono risultare:
- regolarmente costituite;
- iscritte e attive nel Registro delle imprese;
- nel pieno e libero esercizio dei propri diritti;
- non sottoposte a liquidazione volontaria;
- non assoggettate a procedure concorsuali con finalità liquidatoria;
- in possesso degli ulteriori requisiti previsti dalla normativa in materia di agevolazioni pubbliche.
Devono inoltre essere rispettate le condizioni previste dalla disciplina europea sugli aiuti “de minimis” e gli obblighi assicurativi contro i danni derivanti da calamità naturali ed eventi catastrofali, ove applicabili.
La documentazione anagrafica e amministrativa potrà essere ricavata, in particolare, dalla visura camerale aggiornata, dalla quale risultano:
- denominazione;
- sede legale;
- codice fiscale e partita IVA;
- codice ATECO;
- data di iscrizione;
- stato dell’attività;
- dati del legale rappresentante.
- Lavoratori autonomi iscritti a una Cassa professionale
Rientrano in questa categoria i professionisti titolari di partita IVA iscritti a un ordine, collegio o albo professionale e alla relativa Cassa previdenziale di categoria.
Ai fini della domanda possono assumere rilievo:
- il certificato di attribuzione della partita IVA;
- il certificato o l’attestazione di iscrizione all’ordine, albo o collegio;
- l’attestazione di iscrizione alla Cassa previdenziale professionale;
- il documento di identità;
- la PEC professionale;
- la firma digitale;
- il contratto di connettività.
L’iscrizione alla Cassa costituisce un elemento utile per documentare la posizione previdenziale del professionista. Tuttavia, quando per l’esercizio dell’attività è richiesta l’iscrizione a un ordine, albo o collegio, resta necessario verificare anche tale requisito.
Non risulta previsto, in via generale, uno specifico codice ATECO obbligatorio per accedere alla misura. Il codice dichiarato deve tuttavia essere coerente con l’attività effettivamente esercitata.
- Lavoratori autonomi senza Cassa professionale
Rientrano in questa categoria i lavoratori autonomi titolari di partita IVA che non appartengono a una professione dotata di una propria Cassa previdenziale.
Tali soggetti possono essere, a seconda dell’attività esercitata:
- iscritti alla Gestione Separata INPS;
- iscritti ad altra gestione previdenziale obbligatoria;
- non iscritti al Registro delle imprese;
- privi di obbligo di iscrizione a un ordine o albo professionale.
Per questi lavoratori autonomi, in assenza di visura camerale, il principale documento identificativo dell’attività è il certificato di attribuzione della partita IVA rilasciato dall’Agenzia delle Entrate.
La documentazione da predisporre potrà comprendere:
- certificato di attribuzione della partita IVA;
- documento di identità;
- codice fiscale;
- eventuale attestazione della posizione previdenziale;
- PEC;
- firma digitale;
- contratto di connettività;
- preventivo del fornitore;
- relazione descrittiva del progetto.
L’assenza di una Cassa previdenziale professionale non costituisce, di per sé, causa di esclusione dalla misura.
- Requisito della connettività
Tutti i beneficiari devono disporre di un contratto di connettività con velocità minima in download pari a 30 Mbps.
Il decreto prevede che il possesso di tale requisito sia attestato mediante dichiarazione sostitutiva.
In attesa delle istruzioni operative definitive, è opportuno conservare:
- il contratto di connettività;
- l’ultima fattura o bolletta;
- una scheda tecnica dell’offerta;
- ogni documento dal quale risulti la velocità minima disponibile.
La normativa esaminata non stabilisce espressamente che il contratto debba essere necessariamente qualificato come “business” o che debba essere intestato esclusivamente al titolare della partita IVA. Eventuali ulteriori condizioni dovranno essere verificate nel provvedimento di apertura dello sportello.
- Misura del contributo
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili.
Il contributo massimo concedibile è pari a 20.000 euro.
Il piano di spesa deve essere di importo non inferiore a 4.000 euro.
| Piano di spesa | Contributo teorico |
| 4.000 euro | 2.000 euro |
| 10.000 euro | 5.000 euro |
| 20.000 euro | 10.000 euro |
| 40.000 euro | 20.000 euro |
| Oltre 40.000 euro | Massimo 20.000 euro |
La normativa non stabilisce un limite massimo del piano pari a 40.000 euro. Tale importo rappresenta il livello di spesa oltre il quale il contributo non aumenta, essendo previsto un massimale di 20.000 euro.
- Finalità del progetto
Il progetto deve determinare un miglioramento effettivo della dotazione tecnologica del beneficiario.
Sono agevolabili:
- soluzioni non ancora utilizzate;
- servizi aggiuntivi rispetto a quelli già disponibili;
- sistemi più evoluti rispetto a quelli esistenti;
- interventi che aumentano il livello di protezione, continuità operativa o digitalizzazione.
Non è sufficiente il semplice rinnovo di una licenza o la sostituzione di un prodotto con un altro avente caratteristiche sostanzialmente analoghe.
La domanda dovrà evidenziare:
- la situazione tecnologica iniziale;
- le criticità riscontrate;
- i prodotti o servizi da acquistare;
- il miglioramento atteso;
- la connessione tra la spesa e l’attività esercitata.
- Hardware per la cybersecurity
Tra le soluzioni hardware agevolabili rientrano:
- firewall;
- firewall di nuova generazione;
- router e switch sicuri;
- dispositivi IPS;
- apparati destinati alla protezione delle reti e degli accessi.
L’acquisto di hardware generico, come computer, stampanti o server non specificamente destinati alla cybersecurity, non risulta automaticamente agevolabile.
- Software per la cybersecurity
Tra i software ammissibili possono rientrare:
- antivirus;
- antimalware;
- sistemi di protezione centralizzata degli endpoint;
- software di monitoraggio delle reti;
- sistemi di crittografia dei dati;
- sistemi SIEM;
- software di vulnerability management;
- sistemi di rilevamento e gestione degli eventi di sicurezza.
L’ammissibilità dipende anche dall’inserimento del prodotto o servizio nell’elenco ufficiale del MIMIT.
- Servizi cloud infrastrutturali
Tra i servizi IaaS e PaaS possono rientrare:
- virtual machine;
- server virtuali;
- servizi di storage;
- sistemi di backup;
- database gestiti;
- servizi di protezione DDoS;
- infrastrutture di rete in cloud;
- connettività VPN sicura;
- sistemi per la continuità operativa.
- Software in modalità SaaS
Sono comprese, tra le altre, le seguenti categorie:
- software di contabilità;
- software gestionali ERP;
- sistemi CRM;
- software per la gestione del personale;
- sistemi documentali;
- piattaforme collaborative;
- centralini virtuali;
- piattaforme CMS;
- piattaforme e-commerce;
- applicativi per la gestione dei processi aziendali;
- strumenti di produttività erogati in cloud.
Le soluzioni devono essere erogate in modalità cloud e risultare censite nell’elenco dei prodotti e servizi agevolabili.
- Siti internet, CMS ed e-commerce
La normativa include i software per la gestione dei contenuti digitali e le piattaforme e-commerce nell’ambito delle soluzioni SaaS.
Un semplice servizio di progettazione grafica, restyling o realizzazione di un sito privo di caratteristiche cloud non risulta autonomamente agevolabile.
Il progetto può invece risultare coerente con la misura quando riguarda:
- una piattaforma CMS in modalità SaaS;
- una piattaforma e-commerce in cloud;
- un sistema per la gestione digitale di contenuti, ordini e pagamenti;
- uno sviluppo applicativo erogato in modalità SaaS;
- l’integrazione della piattaforma con i processi dell’impresa o del lavoratore autonomo.
Nel preventivo deve essere descritta la natura effettiva della soluzione, evitando denominazioni generiche come “rifacimento sito” o “restyling grafico”.
Una descrizione coerente può essere:
“Fornitura e configurazione di piattaforma e-commerce in modalità SaaS, comprensiva di gestione catalogo, ordini, pagamenti, accessi, backup e integrazione con i processi aziendali o professionali.”
- Servizi accessori e professionali
Sono agevolabili anche i servizi collegati ai prodotti e alle soluzioni acquistate, tra cui:
- configurazione;
- installazione;
- migrazione dei dati;
- monitoraggio;
- supporto continuativo;
- assistenza tecnica specialistica.
Non risultano invece agevolabili i costi di formazione.
I servizi accessori non possono superare il 30% dell’intero piano di spesa.
Esempio
Su un piano di 20.000 euro:
- prodotti e servizi principali: almeno 14.000 euro;
- servizi accessori: massimo 6.000 euro.
Nel preventivo devono essere indicate separatamente:
- licenze;
- hardware;
- canoni;
- configurazione;
- migrazione;
- monitoraggio;
- supporto.
- Durata degli investimenti e degli abbonamenti
Quando il progetto prevede acquisti diretti, il piano deve essere completato entro il termine stabilito dalla normativa, generalmente pari a 12 mesi dalla concessione.
Quando il progetto comprende servizi in abbonamento:
- l’abbonamento deve avere una durata minima di 24 mesi;
- se il contratto ha durata superiore, sono riconoscibili soltanto i costi riferiti ai primi 24 mesi.
- Scelta del fornitore
I prodotti e i servizi devono essere acquistati da soggetti inseriti nell’elenco ufficiale dei fornitori abilitati dal MIMIT.
Prima di accettare il preventivo occorre verificare:
- la denominazione del fornitore;
- il codice fiscale o la partita IVA;
- la presenza nell’elenco ufficiale;
- la categoria di abilitazione;
- il codice identificativo del prodotto o servizio;
- la corrispondenza tra il prodotto offerto e quello censito.
Non è sufficiente che il soggetto sia un rivenditore autorizzato di un determinato marchio. È necessario verificare la posizione del soggetto che stipulerà il contratto ed emetterà la fattura.
- Produttori, rivenditori e system integrator
Il produttore o vendor deve avere censito i propri prodotti o servizi secondo le modalità stabilite dal MIMIT.
Il rivenditore che vende direttamente al beneficiario deve rispettare i requisiti previsti dall’elenco.
Il system integrator che svolge configurazione, migrazione o installazione deve risultare abilitato per i servizi professionali di competenza.
Un soggetto che svolge soltanto attività di segnalazione commerciale, senza contrattualizzare o fatturare al beneficiario, può assumere un ruolo diverso rispetto al fornitore effettivo.
Non risulta previsto, in via generale, che tutte le componenti del progetto debbano essere fatturate da un unico soggetto. Ogni fornitore deve tuttavia essere abilitato per i prodotti o servizi effettivamente forniti.
- Contenuto della domanda
La domanda dovrà contenere almeno:
- dati anagrafici del richiedente;
- descrizione del progetto;
- indicazione dei servizi e prodotti prescelti;
- modalità di acquisizione;
- durata degli eventuali abbonamenti;
- indicazione dei fornitori;
- durata del piano;
- importo complessivo;
- contributo richiesto;
- indirizzo PEC.
Dovranno inoltre essere predisposti:
- dichiarazione sul possesso dei requisiti;
- dichiarazione relativa alla connettività minima;
- descrizione della situazione tecnologica iniziale;
- descrizione dei miglioramenti conseguibili;
- offerte o preventivi con voci di costo separate.
Ogni beneficiario può presentare una sola domanda.
La procedura dovrebbe seguire l’ordine cronologico di presentazione, nei limiti delle risorse disponibili.
- Documenti da preparare
Imprese
- visura camerale aggiornata;
- documento di identità del legale rappresentante;
- codice fiscale e partita IVA;
- PEC;
- firma digitale;
- documentazione relativa alla connettività;
- preventivo del fornitore;
- relazione sullo stato iniziale;
- relazione sul miglioramento atteso;
- documentazione relativa agli aiuti “de minimis”;
- documentazione sugli obblighi assicurativi, ove applicabili.
Lavoratori autonomi con Cassa professionale
- certificato di attribuzione della partita IVA;
- certificato o attestazione di iscrizione all’ordine, albo o collegio;
- attestazione di iscrizione alla Cassa;
- documento di identità;
- codice fiscale;
- PEC;
- firma digitale;
- documentazione relativa alla connettività;
- preventivo;
- relazione sul progetto.
Lavoratori autonomi senza Cassa professionale
- certificato di attribuzione della partita IVA;
- documento di identità;
- codice fiscale;
- eventuale attestazione della posizione previdenziale;
- PEC;
- firma digitale;
- documentazione relativa alla connettività;
- preventivo;
- relazione sullo stato iniziale;
- relazione sul miglioramento previsto.
- Struttura consigliata del preventivo
Il preventivo dovrebbe riportare:
- dati completi del fornitore;
- riferimento all’iscrizione nell’elenco MIMIT;
- codice identificativo del prodotto o servizio;
- categoria di appartenenza;
- descrizione tecnica;
- numero di utenti o licenze;
- quantità;
- prezzo unitario;
- prezzo complessivo;
- durata dell’abbonamento;
- modalità di erogazione;
- costi accessori separati;
- IVA;
- validità dell’offerta.
Esempio di piano
| Voce | Categoria | Modalità | Durata | Importo |
| Software gestionale cloud | SaaS | Abbonamento | 24 mesi | 8.000 euro |
| Backup cloud | IaaS/PaaS | Abbonamento | 24 mesi | 3.000 euro |
| Firewall NGFW | Hardware cybersecurity | Acquisto | — | 4.000 euro |
| Protezione endpoint centralizzata | Software cybersecurity | Abbonamento | 24 mesi | 2.000 euro |
| Configurazione e migrazione | Servizi accessori | Servizio | — | 2.000 euro |
| Monitoraggio iniziale | Servizi accessori | Servizio | — | 1.000 euro |
| Totale | 20.000 euro | |||
| Contributo richiesto | 10.000 euro |
- Conclusioni operative
La misura è destinata sia alle PMI sia ai lavoratori autonomi titolari di partita IVA.
Possono accedere:
- i professionisti iscritti a una Cassa previdenziale;
- i lavoratori autonomi privi di Cassa professionale;
- i lavoratori autonomi non iscritti al Registro delle imprese;
- le imprese regolarmente iscritte e attive.
L’elemento centrale non è l’iscrizione a una specifica Cassa, ma il possesso dei requisiti soggettivi e la realizzazione di un progetto che determini un effettivo avanzamento tecnologico.
Prima della presentazione della domanda occorre:
- verificare i requisiti del soggetto richiedente;
- controllare la disponibilità di una connessione di almeno 30 Mbps;
- individuare un fornitore incluso nell’elenco MIMIT;
- verificare il codice del prodotto o servizio;
- richiedere un preventivo analitico;
- descrivere la situazione tecnologica iniziale;
- indicare i miglioramenti attesi;
- rispettare il limite del 30% per i servizi accessori;
- monitorare la pubblicazione del provvedimento di apertura dello sportello;
- verificare, prima dell’invio, la modulistica e gli allegati definitivi richiesti dal MIMIT.