Alcune considerazioni su norme interessanti che incentivano l’acquisto di beni strumentali nuovi.

Alcune considerazioni su norme interessanti che incentivano l’acquisto di beni strumentali nuovi.

Il vantaggio delle agevolazioni concesse per l’acquisto dei beni e la possibilità di cumulabilità delle stesse tra loro in grado di generare per l’azienda un risparmio fiscale anche notevole, in alcuni casi quasi azzerare la spesa.

 

  1. IPER AMMORTAMENTO

La Legge di Stabilità 2017 ha introdotto l’Iper ammortamento al 250% sugli investimenti rientranti nel piano industria 4.0 per incentivare l’innovazione nelle imprese italiane. Passo fondamentale per rilanciare gli investimenti in impianti e macchinari, ed avere, quindi la possibilità di gettare le basi per una nuova Industria. L’aver agevolato le aziende negli acquisti di nuovi macchinari ai fini di passare in alcuni casi a una digitalizzazione in altri a potenziarne la sua portata, finalizzata all’innovazione industriale (il nuovo bonus imprese) dovrebbe portare benefici sulla flessibilità e la velocità indispensabili al cambiamento che influirà notevolmente sulla qualità produttiva rendendo più competitivo il prodotto stesso delle aziende nostrane.

1.a  L’agevolazione

La nuova agevolazione consiste nella possibilità di incrementare del 150% il costo fiscale dei beni ammortizzabili finalizzati a “favorire processi di trasformazione tecnologica e digitale secondo il modello industria 4.0” ed indicati nell’Allegato A della Legge di Bilancio per il 2017riportata in calce allo scritto.

2.a  Periodo valido

L’agevolazione si applica a tutti beni acquistati nel periodo 01.01.2017 – 31.12.2017 e per i beni acquistabili  entro il 30.06.2018 a condizione che entro il 31.12.2017 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia pagato un acconto almeno del 20% del costo di acquisizione.

Esempio- (vantaggio fiscale)

Se si acquista un bene “agevolabile” al costo di € 100.000/200.000, si potrà procedere al calcolo degli ammortamenti come se il costo del bene fosse stato pari ad € 250.000/500.000.

Costo del bene   Costo fiscale Risparmio di imposta (24%)     Costo effettivo del bene

100.000               250.000              60.000                                         40.000

200.000          500.000          120.000                                     80.000

3.a Le attestazioni necessarie

Si prevede che il possesso dei requisiti necessari per la fruizione dell’agevolazione venga attestata:

Per i beni con costo di acquisizione inferiore a € 500.000 si consiglia anche per queste perizia al posto della sola dichiarazione resa dal legale rappresentante (DPR 445/2000)

Per i beni con costo di acquisizione superiore a € 500.000 perizia tecnica giurata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali o da un ente di certificazione accreditato.

 

  1. BENI STRUMENTALI (Nuova Sabatini)

Lo strumento agevolativo definito in breve “Beni strumentali – Nuova Sabatini”, istituito dal decreto-legge del Fare (art. 2 decreto-legge n. 69/2013), è finalizzato ad accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese e migliorare l’accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature.

La norma, ha previsto la concessione di finanziamenti, entro il 31 dicembre 2016, da parte di banche o società di leasing, aderenti alla Convenzione Mise-Abi-Cdp, a valere su un plafond di provvista, costituito presso la gestione separata di Cassa depositi e prestiti S.p.A. (Cdp).Con successiva  legge 24 marzo 2015, n. 33, è stata prevista la possibilità di riconoscere i contributi alle PMI anche a fronte di un finanziamento, compreso il leasing finanziario, non necessariamente erogato a valere sul predetto plafond di provvista Cdp.

La disciplina della misura ha previsto la creazione di un plafond di risorse che le banche aderenti all’Addendum alla Convenzioni Mise-Abi-Cdp o le società di leasing, se in possesso di garanzia rilasciata da una banca aderente alle convenzioni, possono utilizzare per concedere alle PMI, finanziamenti di importo compreso tra 20.000 e 2 milioni di Euro a fronte degli investimenti previsti dalla misura;

I predetti finanziamenti possono essere concessi dai menzionati istituti anche mediante l’utilizzo di una provvista alternativa;

Il Mise concede un contributo in favore delle Pmi, che copre parte degli interessi a carico delle imprese sui finanziamenti bancari di cui ai punti precedenti, in relazione agli investimenti realizzati. Tale contributo, nel caso di investimenti ordinari, è pari all’ammontare degli interessi, calcolati su un piano di ammortamento convenzionale con rate semestrali, al tasso del 2,75% annuo per cinque anni;

Le Pmi hanno la possibilità di beneficiare della garanzia del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, fino alla misura massima prevista dalla vigente normativa (80% dell’ammontare del finanziamento), sul finanziamento bancario, con priorità di accesso.

La legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio 2017), ha previsto:

la proroga fino al 31 dicembre 2018 del termine, precedentemente fissato al 31 dicembre 2016, per la concessione dei finanziamenti di banche e intermediari finanziari;

il rifinanziamento della misura per complessivi 560 milioni di euro;

una riserva, pari al 20% del nuovo stanziamento, finalizzata alla concessione di finanziamenti per l’acquisto da parte di micro, piccole e medie imprese di impianti, macchinari e attrezzature finalizzati alla realizzazione di investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti;

la maggiorazione, per gli investimenti di cui al punto precedente, del contributo del 30% rispetto al 2,75% previsto dal decreto interministeriale 25 gennaio 2016 per gli investimenti ordinari.

A seguito della proroga dei termini per la concessione dei finanziamenti e del rifinanziamento della misura, con decreto del Direttore Generale per gli incentivi alle imprese 22 dicembre 2016, n. 7814, è stata disposta, a partire dal giorno 2 gennaio 2017, la riapertura dello sportello per la presentazione delle domande di accesso alle agevolazioni.

Con circolare n. 14036 del 15 febbraio 2017 sono state poi definite le modalità di presentazione delle domande di agevolazione per usufruire del contributo maggiorato, calcolato su un tasso di interesse annuo del 3,575%, a fronte dei già citati investimenti in tecnologie digitali e sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti e, con decreto del Direttore Generale per gli incentivi alle imprese 16 febbraio 2017, n. 811, è stato fissato il termine del 1 marzo 2017 a partire dal quale le imprese possono presentare domanda per usufruire del menzionato contributo maggiorato. Le disposizioni di cui alla predetta circolare 15 febbraio 2017, n. 14036, si applicano: a tutte le domande, sia a quelle relative agli investimenti ordinari sia a quelle relative agli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti, presentate a partire dal 1 marzo 2017;

Attualmente il contributo concesso dal MISE risulta superiore all’importo in conto interessi pagato. Tale importo risulta ancor maggiormente vantaggioso con acquisto in leasing.

Il contributo su 200.000 in caso di leasing genera un differenziale positivo ad oggi tra quanto pagato in conti interessi e quanto ricevuto quale contributo pari a circa 9.000. Tale differenziale si amplifica maggiormente in caso di contributo maggiorato.

 

  1. CREDITO D’IMPOSTA RICERCA E SVILUPPO 2017:

beneficiari, importo e spese ammesse

La Legge di Bilancio 2017 ha confermato il credito d’imposta per ricerca e sviluppo per l’ammortamento di investimenti strumentali e del 50% per l’assunzione di personale qualificato o con la stipula di contratti di ricerca con università, enti di ricerca, imprese, start up innovative;

3.a Destinatari

Il credito d’imposta ricerca e sviluppo 2017 è destinato a tutte le tipologie di imprese, agli enti non commerciali, a consorzi e reti d’impresa, a prescindere dalle dimensioni aziendali, dalla forma giuridica e dal settore di attività e tra i beneficiari vengono inclusi anche i soggetti non residenti.

Beneficiari del credito d’imposta 2017 per attività di ricerca e sviluppo sono tutte le imprese – senza limiti di fatturato e indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano e dal regime contabile.

Con la Legge di Bilancio 2017 sono stati ammessi tra i beneficiari del credito d’imposta ricerca e sviluppo anche le attività di ricerca e sviluppo svolte da soggetti non residenti o stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti che eseguono le attività di ricerca e sviluppo nel caso di contratti stipulati con imprese residenti o localizzate in altri Stati membri dell’Unione europea, negli Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo ovvero in Stati inclusi nella lista di cui al decreto del Ministro delle finanze 4 settembre 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 220 del 19 settembre 1996, come da ultimo modificata dal decreto 9 agosto 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 195 del 22 agosto 2016.

3.b Requisiti

In base a quanto previsto ad oggi, il credito d’imposta ricerca e sviluppo al 50% agevolerà il calcolo dell’ammortamento previsto per gli investimenti complessivi dell’impresa. Requisito fondamentale per poter beneficiare del credito d’imposta ricerca e sviluppo è l’incremento complessivo delle spese relative: l’importo infatti sarà erogato sulla base delle spese eccedenti rispetto alla media degli investimenti effettuati nei 3 periodi d’imposta precedenti al 31 dicembre 2015. Resta inteso che se non effettuate nel triennio precedente tutte le spese saranno considerate incremento.

Le novità inserite con la Legge di Bilancio 2017 innalzano il limite d’importo per il quale sarà possibile usufruire del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo: aumenta a 20 milioni l’importo massimo del beneficio riconosciuto a ciascuna impresa per ciascun periodo d’imposta, mentre è erogato a condizione che gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo siano di importo minimo pari ad almeno 30.000 euro.

3.c  Spese ammesse

Secondo quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2017 il credito d’imposta ricerca e sviluppo al 50% si applica a:

assunzione di personale altamente qualificato impiegato nella ricerca;

quote di ammortamento acquisizione o utilizzazione strumenti e attrezzature;

contratti di ricerca con università, enti di ricerca, imprese, start up innovative;

competenze tecniche e privative industriali.

Saranno agevolate con l’applicazione del credito d’imposta al 50% quindi tutte le spese relative a ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

Più nel dettaglio, è al comma 4, art. 3 del D.L. 23 dicembre 2013 n. 145 che vengono elencate le attività che possono beneficiare del credito d’imposta e successivamente quelle che sono le spese ammesse.

Sono ammissibili al credito d’imposta le seguenti attività di ricerca e sviluppo:

-lavori sperimentali o teorici svolti, aventi quale principale finalità l’acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o utilizzazioni pratiche dirette;

-ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti ovvero la creazione di componenti di sistemi complessi, necessaria per la ricerca industriale, ad esclusione dei prototipi di cui alla lettera c);

-acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati; può trattarsi anche di altre attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concernenti nuovi prodotti, processi e servizi; tali attività possono comprendere l’elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione, purché non siano destinati a uso commerciale; realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di progetti pilota destinati a esperimenti tecnologici o commerciali, quando il prototipo è necessariamente il prodotto commerciale finale e il suo costo di fabbricazione è troppo elevato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione e di convalida;

-produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi, a condizione che non siano impiegati o trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali.

Al contrario, sono escluse dalle attività di ricerca e sviluppo le modifiche ordinarie o periodiche apportate a prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione, servizi esistenti e altre operazioni in corso, anche quando tali modifiche rappresentino miglioramenti (comma 5 art. 3).

Quindi sui costi sostenuti per ricerca e sviluppo si ottiene un credito di imposta del 50% compensabile su F24 (riduzione del costo del 50%) dal 01/01/ dell’anno successivo all’investimento realizzato.

CONCLUDO EVIDENZIANDO CHE LE TRE NORME ESAMINATE POSSONO IN MOLTI CASI ESSERE CUMULATE GENERANDO UN RISPARMIO FISCALE NOTEVOLE DA VALUTARE CASO PER CASO.

Facciamo un esempio:

Si spendono € 200.000,00 per acquistare un bene strumentale nuovo avente  caratteristiche di cui alle leggi agevolative  suindicate;

ed altri € 25.000,00 per realizzare  un piano di ricerca e sviluppo relativo.

In ipotesi di applicazione  contemporanea delle norme agevolative di cui sopra:

  • Iper ammortamento
  • Sabatini ter
  • Credito di imposta Ricerca e sviluppo scientifica 2017

 

il  risparmio calcolato è il seguente:

  • €  80.000,00 per  Iper ammortamento  (vedi punto 1)
  • €  9.000,00 per  Beni strumentali (Nuova Sabatini) (vedi punto 2)
  • € 112.500,00 per  Credito di imposta Ricerca e sviluppo 2017 (vedi punto 3)

 

Su 225.000,00 euro spesi, in caso di cumulo di tutte le norme, si calcola un totale risparmiato  €  201.500,00.

L’investimento effettuato avrà avuto un costo effettivo pari al 10,44% del valore.                                                                

 

 

NOTE:

I BENI CHE DANNO DIRITTO ALL’ IPER AMMORTAMENTO

Beni funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale delle imprese in chiave Industria 4.0

Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati e/o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti:

Macchine utensili per asportazione;

Macchine utensili operanti con laser e altri processi a flusso di energia (plasma, waterjet, fascio di elettroni), elettroerosione, processi elettrochimici;

Macchine per la realizzazione di prodotti mediante la trasformazione dei materiali o delle materie prime;

Macchine utensili per la deformazione plastica dei metalli e altri materiali;

Macchine utensili per l’assemblaggio, la giunzione e la saldatura;

Macchine per il confezionamento e l’imballaggio;

Macchine utensili di de-produzione e re-manufacturing per recuperare materiali e funzioni da scarti industriali e prodotti di ritorno a fine vita (ad esempio macchine per il disassemblaggio, la separazione, la frantumazione, il recupero chimico);

Robot, robot collaborativi e sistemi multi-robot;

Macchine utensili e sistemi per il conferimento o la modifica delle caratteristiche superficiali dei prodotti e/o la funzionalizzazione delle superfici;

Macchine, strumenti e dispositivi per il carico/scarico, movimentazione, pesatura e/o il sorting automatico dei pezzi, dispositivi di sollevamento e manipolazione automatizzati;

AGV e sistemi di convogliamento e movimentazione flessibili, e/o dotati di riconoscimento pezzi (ad esempio RFID, visori e sistemi di visione);

Magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica.

Tutte le macchine sopra citate devono essere dotate delle seguenti caratteristiche:

Controllo per mezzo di CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller);

Interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program;

Integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo;

Interfaccia uomo macchina semplici e intuitive rispondenza ai più recenti standard in termini di sicurezza, salute e igiene del lavoro.

Inoltre tutte le macchine sopra citate devono essere dotate di almeno due tra le seguenti caratteristiche per renderle assimilabili e/o integrabili a sistemi cyberfisici:

Sistemi di tele manutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto;

Monitoraggio in continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo;

Caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico);

Dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l’integrazione, la sensorizzazione e/o l’interconnessione e il controllo automatico dei processi utilizzati anche nell’ammodernamento o nel revamping dei sistemi di produzione esistenti;

Filtri e sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche e organiche, polveri con sistemi di segnalazione dell’efficienza filtrante e della presenza di anomalie o sostanze aliene al processo o pericolose, integrate con il sistema di fabbrica e in grado di avvisare gli operatori e/o fermare le attività’ di macchine e impianti.

Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità:

Sistemi di misura a coordinate e non (a contatto, non a contatto, multi-sensore o basati su tomografia computerizzata tridimensionale) e relativa strumentazione per la verifica dei requisiti micro e macro geometrici di prodotto per qualunque livello di scala dimensionale (dalla larga scala alla scala micro- o nano-metrica) al fine di assicurare e tracciare la qualità del prodotto e che consentono di qualificare i processi di produzione in maniera documentabile e connessa al sistema informativo di fabbrica;

Altri sistemi di monitoraggio in-process per assicurare e tracciare la qualità del prodotto e/o del processo produttivo e che consentono di qualificare i processi di produzione in maniera documentabile e connessa al sistema informativo di fabbrica;

Sistemi per l’ispezione e la caratterizzazione dei materiali (ad esempio macchine di prova materiali, macchine per il collaudo dei prodotti realizzati, sistemi per prove/collaudi non distruttivi, tomografia) in grado di verificare le caratteristiche dei materiali in ingresso o in uscita al processo e che vanno a costituire il prodotto risultante a livello macro (es. caratteristiche meccaniche) o micro (ad esempio porosità, inclusioni) e di generare opportuni report di collaudo da inserire nel sistema informativo aziendale;

Dispositivi intelligenti per il test delle polveri metalliche e sistemi di monitoraggio in continuo che consentono di qualificare i processi di produzione mediante tecnologie additive;

Sistemi intelligenti e connessi di marcatura e tracciabilità dei lotti produttivi e/o dei singoli prodotti ( ad esempio RFID – Radio Frequency Identification);

Sistemi di monitoraggio e controllo delle condizioni di lavoro delle macchine (ad esempio forze, coppia e potenza di lavorazione, usura tridimensionale degli utensili a bordo macchina, stato di componenti o sotto-insiemi delle macchine) e dei sistemi di produzione interfacciati con i sistemi informativi di fabbrica e/o con soluzioni cloud;

Strumenti e dispositivi per l’etichettatura, l’identificazione o la marcatura automatica dei prodotti, con collegamento con il codice e la matricola del prodotto stesso in modo da consentire ai manutentori di monitorare la costanza delle prestazioni dei prodotti nel tempo e di agire sul processo di progettazione dei futuri prodotti in maniera sinergica, consentendo il richiamo di prodotti difettosi o dannosi;

Componenti, sistemi e soluzioni intelligenti per la gestione, l’utilizzo efficiente e il monitoraggio dei consumi energetici;

Filtri e sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche, polveri con sistemi di segnalazione dell’efficienza filtrante e della presenza di anomalie o sostanze aliene al processo o pericolose;

Integrate con il sistema di fabbrica e in grado di avvisare gli operatori e/o fermare le attività’ di macchine e impianti.

Dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0:

Banchi e postazioni di lavoro dotati di soluzioni ergonomiche in grado di adattarli in maniera automatizzata alle caratteristiche fisiche degli operatori (ad esempio caratteristiche biometriche, età, presenza di disabilità);

Sistemi per il sollevamento/traslazione di parti pesanti o oggetti esposti ad alte temperature in grado di agevolare in maniera intelligente/robotizzata/interattiva il compito dell’operatore, dispositivi wearable, apparecchiature di comunicazione tra operatore/operatori e sistema produttivo, dispositivi di realtà aumentata e virtual reality, interfacce uomo-macchina (HMI) intelligenti che supportano l’operatore in termini di sicurezza ed efficienza delle operazioni di lavorazione, manutenzione, logistica.

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